Facebook, fan page e fan

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Avere una fan page su facebook, con tanti seguaci, è senza dubbio la moda del momento. Si sono sviluppate a riguardo molteplici offerte di altrettante agenzie, che promettono di aumentare in modo esponenziale i fan di una pagina su facebook, tanto che si è arrivato a parlare di programmi di Pay Per Fan.
Sulla utilità di queste azioni non mi esprimo, non capisco quale valore possa avere per un’azienda acquistare dei fan, o promettere ricchi premi e cotillion se si diventa fan della propria pagina (anhe se dell’azienda non si apprezzano i prodotto e/o i servizi).
A riguardo questa mattina il Daily Net, riporta un articolo di Federico Capeci, del quale mi piace condividere un passaggio:

in media, il 38% dei fan di una pagina ufficiale di brand su Facebook non è cliente del brand stesso. Al di là delle attenuanti fornite dai casi specifici di prodotti di lusso o comunque di marche aspirazionali, il dato illustra un quadro a dir poco disorientante: ma di che razza di fan si tratta? Chi sono? Come mai e quando sono diventati fan?

Sul monitoraggio della reputazione online

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Non posso non segnalare la chiusura dei battenti per nonciclopedia. Chiunque abbiamo mai seguito un progetto di reputazione e monitoraggio on line, si è imbattuto in questo sito, però sembra che chi cura l’immagine di Vasco Rossi, abbia deciso un intervento piuttosto aggressivo in merito :-)

2 belle iniziative social

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E’ indubbio che il social sia la moda del momento.

Tutte le aziende, anche quelle che (a mio avviso) non dovrebbero, hanno quanto meno aperto la loro brava pagina su Facebook.

Naturalmente come tutte le mode, c’è chi le segue con cognizione di causa(pochi) e chi tenta di improvvisarsi, combinando non pochi guai (gli esempi in questo caso non si contano). Tra l’altro credo che ufficialmente potrebbe essere inaugurato (com’era succeso per i blog) il cimitero delle “pagine aziendali” morte (aperte, aggiornate per un giorno dal magazziniere, e poi abbandonate a se stesse).

Oggi però voglio parlare del lato bello del social e delle potenzialità “inattese” che una iniziativa ben fatta può esprimere.

La prima, ormai nel parlano tutti, dai giornali ai telegiornali, riguarda la pagina “i segreti della pagina di Montecitorio“, senza esprimermi sulla bontà della pagina e sulle polemiche che circolano in merito alla veridicità dell’autore, è indubbio che una iniziativa che tocca, con la giusta comunicazione, un tema molto sentito dalla comunità è in grado di generare un potentissimo tam tam. Conoscete qualche altra iniziativa (gratuita) che in meno di 3 giorni sia in grado di produrre oltre 170.000 fan, passaggi in TV e giornali?

La seconda che ha avuto sicuramente meno clamore a livello nazionale, ma ha comunque raggiunto in modo efficace il suo target è CleaNap. Bellissima iniziativa di una intraprendente napoletana (Emiliana Pellone),  alla quale vanno i miei complimenti, che mira a smuovere le coscienze e a raggruppare volontari che fisicamente si danno appuntamento per ripulire con le proprie mani la città dai rifiuti. Anche in questo caso devo dire che i ritorni in termini di risultati sia di riscontro effettivo (persone che hanno dato la loro disponibilità e hanno iniziato a pulire Napoli) che mediatico sono stati davvero eccezionali.

Queste 2 iniziative dimostrano senza ombra di dubbio, che quando si tratta di temi sentiti dalla comunità, se gestiti con intelligenza, i social network possono davvero produrre degli effetti dirompenti, al contrario però se trattati con superficialità, o con falsità, il tam tam che ne deriva può causarvi non pochi problemi.