Local Spam

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Interrompo il lungo silenzio che purtroppo sta caratterizzando il blog, fortunatamente il lavoro è tanto, per segnalare un singolare caso di spam sul local business di google.
Insomma, secondo il noto motore di ricerca californiano, chi cerca un affitto a milano non ha scampo :-)


E dire che se poi si clicca sulla mappa, non si finisce a Milano, ma a Detroit!!!

Insomma non riesco a capire se siamo di fronte a uno “spammatore” o a un bug del buon Google!(eh si anche google ha i suoi bravi problemi :-) )

Come ti imbroglio il web 2.0

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Anche lo spam diventa 2.0

Ormai è da un bel po’ che si fa un gran parlare dei vantaggi e delle favolose caratteristiche del web 2.0, anche io al SES ho avuto parole di elogio per l’interattività e il valore aggiunto apportato dai contenuti inseriti dagli utenti (a proposito: qui potete scaricare le slide del mio intervento).

Oggi, però, ho deciso di scrivere un post provocatorio sui, possibili, nuovi modi di spam insiti nelle principali caratteristiche delle piattaforme di social network e di blog.
Per farlo, però, ho bisogno di fare un piccolo schema riassuntivo dei fattori che andrò ad analizzare:

  • I link hanno sempre più importanza.
  • Il tipo di comunicazione informale e l’interattività che caratterizzano i blog, favoriscono il fenomeno dei link spontanei.
  • Grazie alla facilità e alla immediatezza delle piattaforme di Blog, anche chi non ha nessuna nozione di l’html, può gestire un sito web.
  • La possibilità data agli utenti di inserire facilmente contenuti sul web ha dato vita a una mole di informazioni costantemente aggiornata.
  • I siti che ospitano informazioni interessanti o che si “prestano al commento”, acquisiscono facilmente visibilità.
  • Nel SEO, i fattori on site, hanno perso di rilevanza a favore dei fattori off site(in particolare la link popularity).

Ok, poste queste premesse, proviamo a immaginare quale forma di spam sia ora possibile:

  • Keyword density: nemmeno a parlarne, si dice che gli algoritmi dei motori di ricerca abbiano fatto un grande passo in avanti nella semantica e nell’analisi dei contenuti.
  • Keyword stuffing: peggio che andar di notte.
  • Directory e network di siti: ma non scherziamo, i motori non danno più peso alle directory, in più costruito fantastici tool e acquisito piattaforme per studiare il comportamento degli utenti e individuare i “link autentici”
  • Redirect in javascript e testo nascosto ormai non sono più nemmeno degni di nota.

Ma allora che fare ?!?! Dovremmo forse costruire una pagina “PIA” in cui dare consigli e dritte agli utenti, e poi magari linkare questa pagina con un bell’article marketing, in modo da generare link spontanei al nostro contenuto?
Oppure dovremmo immaginarci un’azione di viral marketing che generi rumor (e quindi link) sul nostro progetto?
Oppure dobbiamo distribuire gratis i nostri contenuti, mediante RSS, in modo che tanti webmasterini in cerca di contenuti da pubblicare, includano il nostro feed (e i nostri link) sui loro siti?
Ma non è che per caso dobbiamo costruirci dei bookmarks con dei link “interessanti” e poi “segnalarli” ai motori di ricerca?
Ma siamo sicuri che affidare al comportamento degli utenti e ai link, la valutazione dei nostri contenuti sia un passo in avanti?
In fondo l’essere umano è sempre stato bravo a manipolare i suoi simili, vuoi che non riusciamo a inventarci metodi per veicolare la navigazione degli utenti?
Ma poi: siamo sicuri che attribuire tanta importanza a una piccola fetta di popolazione che gestisce siti, e quindi può inserire link ad altri domini, sia giusto per determinare la rilevanza di un’informazione?
Vabbè, questa sera mi è presa così: spero comunque di aver fornito dei piccoli spunti di riflessione :-)