30 ottobre 2006

Considerazioni sugli Spam Engine

Premessa: questo post rappresenta il primo di una serie di articoli in cui tenterò di fare una esauriente panoramica sul mondo degli spam engine, analizzandone tutti i possibili vantaggi/svantaggi che questi ultimi possono rappresentare per il mondo del Search Engine Marketing, per le aziende coinvolte e in particolare per tre maggiori motori di ricerca ( Google, MSN e Yahoo!).
Vi dirò che non ho ancora ben chiaro (non stupitevi… prima lasciatemi spiegare meglio!) se gli spam engine sono un pericolo, oppure un’opportunità per il SEM, quindi spero che questo articolo e quelli che seguiranno su questo argomento, siano arricchiti dalle vostre considerazioni, in modo da fare chiarezza su alcuni punti che si prestano, vi assicuro, a varie interpretazioni.
Prima di partire con le considerazioni, però, mi sembra doveroso definire:
  • Cos’è uno spam engine
  • Quali sono le tipologie principali di Spam engine
  • In cosa differiscono
  • Vantaggi e svantaggi degli Spam engine

Cos’è uno spam engine
Lo spam engine (dal punto di vista che mi interessa analizzare) può essere definito come un sito che, sfruttando le caratteristiche/pecche degli algoritmi dei motori di ricerca, si posiziona nei risultati naturali dei MDR, presentando, poi, agli utenti delle pagine che ripropongono i risultati a pagamento dei vari network di affiliazione.

Quali sono le tipologie principali di Spam engine
A seconda dei risultati che presentati possiamo dividere gli spam engine in due grandi tipologie:
  • “Bad Engine”: ossia i siti di spam che presentano risultati non in linea con la ricerca degli utenti, ma che posizionandosi per molteplici ricerche generiche ripropongono poi agli utenti web tutt’altro tipo di risultati e che, nel peggiore dei casi, tentano di installare anche pericolosi applicativi sul computer dei malcapitati.
  • “Spam engine contestuali”: ossia i siti che, pur non avendo del contenuto vero e originale da fornire agli utenti, riescono a posizionarsi nelle SERP dei motori di ricerca, fornendo agli utenti, però, dei risultati in linea con la ricerca che hanno effettuato.
N.B le considerazioni che farò da qui in avanti considereranno solo questa seconda tipologia di spam.

In cosa differiscono

La differenza fondamentale tra i vari spam engine, riguarda sostanzialmente il network di affiliazione utilizzato.
Volendo considerare solo i principali: Google, Yahoo!(Overture) e Miva le differenze fondamentali riguardano i dati che queste ultime forniscono agli affiliati:
  • Google, mediante adsense, fornisce ai parter uno script che una volta inserito nelle pagine, presenta dei risultati a tema con il contenuto della pagina. Questi risultati, essendo frutto di uno script, non vengono indicizzati dagli spider dei motori di ricreca. Chi costruisce uno spam engine con adsense, quindi, deve costruire delle pagine incentrate sulle aree semantiche che fanno registrare la presenza di più investitori e linkarle tra di loro. Per costruire queste pagine, spesso, vengono utilizzati dei tool che generano contenuto testuale, tra l’altro di pessima qualità, in automatico.
  • Yahoo search marketing e Miva, ad ogni query, forniscono invece al partner dei contenuti in formato xml. I dati presenti nell’xml contengono sia link sponsorizzati che risultati naturali, inoltre essendo le informazioni di tipo testuale, esse vengono lette(un volta stampate in una pagina web) anche dagli spider dei motori di ricerca, contribuendo così al posizionamento della pagina senza nessun intervento da parte di chi implementa il sito.
    Quindi mentre chi utilizza adsense deve creare del testo ad hoc per l’indicizzazione, chi sviluppa uno spam engine con Yahoo e Miva deve solo accertarsi che gli spider dei motori di ricerca raggiungano facilmente le pagine web che ripropongono l’xml fornito dai due network di affiliazione

Vantaggi e svantaggi
Di questo ne parlerò approfonditamente nel prossimo post (vista già l’esagerata lunghezza di questo articolo), vi lascio solo con una serie di spunti che meritano una più completa argomentazione.
  • Consentono ai siti che investono in network di affiliazione di avere visibilità (seppure mediata) anche nei risultati naturali dei motori di ricerca.
  • Aumentano la visibilità dei siti che utilizzano i network di affiliazione, partecipando alla costruzione della notorietà di questi ultimi.
  • Portano traffico anche agli altri network di affiliazione, diminuendo (seppur di poco e sfruttando lo stesso motore di ricerca) il monopolio di Google nel circuito del pay per click
Per ora mi fermo qui, ho elencato solo i vantaggi (presunti o reali che siano),perché sono sicuro che gli svantaggi verranno fuori nel corso della discussione che spero si genererà intorno a questa serie di post :-)

5 Comments:

At 3:11 PM, Anonymous salvatore said...

Sul Netforum di questo mese c'è un articolo dedicato al click fraud. In questo articolo si tende a confondere il fenomeno degli spam engine con quello ben più preoccupante del click fraud.
Gli spam engine sono un fenomeno sicuramente discutibile, ma non rappresentano una frode.
Ho notato che negli USA c'è un dibattito molto più serio sull'argomento senza troppe "menate provinciali" che si tendono a fare in Italia. "Menate" motivate o da scarsa conoscenza di ciò che si parla o piuttosto da malafede. In entrambi casi il risultato è che si genere una inutile confusione.
In USA si tende a considerare arbitraggio anche l'acquisto di adwords da parte di ebay, msn o le yellow pages. Io sono assolutamente d'accordo! Pensiamoci un attimo, cos'altro fanno se non comprare da una piattaforma pubblicitaria (adwords)per rivendere ad inserzionisti presenti su un'altra piattaforma pubblicitaria (ebay, msn, YP)?
A mio parere il fenomeno va visto in un'ottica molto più pragmatica come mi sembra faccia Salvatore:
- Gli inserzionisti devono controllare la qualità del traffico in termini di ROI ed eventualmente un impatto più o meno positivo sul brand che hanno gli spam engine;
- Google, deve valutare se è giusto o meno combattere in modo più efficace questi fenomeni in base alle valutazione che riterrà più opportune (feedback degli utenti o altro)
- gli utenti, che devono decidere se Google rimane in ogni caso il miglior strumento per cercare prodotti, servizi e informazioni.

Che ne pensate?

 
At 7:30 PM, Anonymous kerouac3001 said...

L'altro giorno parlando con Raele (il white hat seo per eccellenza) ho capito per la prima volta di non aver mai fatto spam in vita mia.

Ultimamente c'è il brutto vizio di identificare Black Hat con Spam, ma ci sono tecniche black hat che non hanno nulla di spam. Se io occupo con un solo sito i primi 100 posti sulla serp "sesso", non è detto che il mio sito sia spam.

Se io occupo il primo posto sulla serp "gratis" con una pagina che fa uso di cloacking e testi artificiali, non è detto che tutto ciò sia spam.

Da tempo si classifica come spam tutto ciò che non è etico nei confronti dei motori di ricerca e/o degli avversari. Ma il concetto di spam invece si riferisce unicamente a tutto ciò che fornisce con insistenza ad un utente contenuti non richiesti.

Questo concetto erroneo è presente pure nello spam report di google dove per spam si intende un sito che viola il regolamento di google.

E' vero salvatore..uno "spam" engine può essere vantaggioso e etico nei confronti dell'utente. Ma il lato più sorprendente è la possibilità che da al SEO di imparare come funziona il motore di ricerca.

Se tu avessi la possibilità di creare infiniti sottodomini li creeresti? Come fa un seo a dire che sono un vantaggio o uno svantaggio se non ha mai fatto uno spam engine?

Come si fa a capire che differenza c'è tra un sito strutturato in sottodomini ed uno in cartelle se non si fa uno spam engine in cui si può analizzare questi fattori portandoli all'estremo?

Certo ci sono altri metodi per imparare a fare il SEO, ma chi non ha mai fatto uno spam engine sarà sprovvisto di una serie di nozioni ottenibili solo in questo modo.

 
At 3:41 PM, Blogger Salvatore said...

Ciao Kerouac,
non sai quanto mi trovi d'accordo con la tua affermazione, ho sempre affermato che prima di criticare una cosa bisogna conoscerla, e, nel nostro caso, conoscere significa sviluppare e studiare cosa succede.
A proposito di sottodomini, in questi giorni sono in vena di lanciare provocazioni: per tutti voi studiosi delle serp, certate "scommesse sportive ippica" su google.
I risultati dal 4 alla 40 non vi sembrano un po' ripetitivi?!?!
Domande:
- In che maniera differenziate questa forma di spam da quelli che utilizzano risultati forniti dagli advertising
- Quali secondo voi nuociono di più al web?
Ma non si diceva che i sottodomini non avevano più importanza per google??

Mah! :-)

 
At 2:35 PM, Anonymous Francesco said...

Ciao Salvatore

leggo sempre con piacere il tuo blog, e stamane, trovandomi citato da Kerouac, replico con estremo piacere dicendo la mia :)

Kerouac mi da del "white hat seo per eccellenza", troppa grazia :D, ed effettivamente è il mio modo di essere, che ho tradotto poi nel mio modo di sviluppare: molte volte discutendo di SEO tra colleghi e amici, mi trovo ad essere sempre quello che "addita" gli altri di "fare spam".

Questo mio modo di vedere la cosa deriva sostanzialmente dal fatto che, prima di essere un addetto ai lavori (non mi ritengo assolutamente un SEO, come dice Socrate "sapere è sapere di non sapere"), approccio il Web da utente.
Ho visto la nascita del protocollo http e del world wide web, e a quel tempo, usavo ancora le vecchie messagerie in telnet; da utente ho sempre odiato certe forme di spam, ho sempre odiato dover passare attraverso "liste di link" che portavano verso altre liste di link e poi verso altre ancora prima di trovare quello che cercavo. Secondo me un utente dovrebbe sempre trovare quello che cerca nel minor numero di click possibili. Dette queste due parole, che sperano non vengano fraintese, passo a dirvi la mia sulle nuove frontiere dello spam.

I bad engine

Poco da dire, ovviamente non sono solo fastidiosi, ma secondo me ai limiti della legalità.

Gli spam engine contestuali

Se vediamo la realizzazione e l'applicazione di uno spam engine a fini di studio SEO, sono d'accordo con Keroauc: nessun altra applicazione ti dà la possibilità di studiare e capire, in tempi brevi, taluni comportamenti dei motori di ricerca.

Però sinceramente quando uno spam engine, o presunto tale, "invade" una serp, come nel caso citato da Salvatore, su questo non sono d'accordo: l'utente non ha più possibilità di scelta, o quanto meno ne ha ma molto ridotta, visto che si ritrova pagine e pagine che trattano gli stessi identici argomenti e che, prima di trovare altre alternative, deve bypassare le pagine prodotte dal quel singolo sito.

Vero anche che oramai si tende a classificare come spam qualsiasi tecnica black hat seo: si classifica come spam ai motori, visto che in alcuni casi l'applicazione viola alcune delle linea guida di sviluppo dei motori di ricerca. E su questo, secondo me c'è da discutere, ma si andrebbe off topic :)

Kerouac dice
"Da tempo si classifica come spam tutto ciò che non è etico nei confronti dei motori di ricerca e/o degli avversari. Ma il concetto di spam invece si riferisce unicamente a tutto ciò che fornisce con insistenza ad un utente contenuti non richiesti."

Quoto le parole che ho posto in grassetto, perchè, mio modesto parere, l'utente, nel nostro campo, è sempre colui che dovrebbe avere l'ultima parola, e decretare l'utilità, o l'inutilità, di una applicazione. Ma, nel caso citato da Salvatore, ribadisco, io utente, mi sento "disturbato" dal non avere praticamente possibilità di scelta diversa da quelle presentatemi dal motore di ricerca nei primi x risultati: devo andare a fondo, se voglio trovare qualche altra scelta; e questo non mi piace; vorrei sempre trovare valide alternative nel minor tempo possibile.

Analizziamo invece il fenomeno "spam engine" nel più ampio dei termini e sotto il punto di vista dell'advertising: concordo con te Salvatore nell'analisi dei vantaggi, o presunti tali, che hai scritto, e vorrei porre l'attenzione su un aspetto secondo me collaterale; parlando di Adsense, che fornisce risultati contestuali e quindi sempre di una certa utilità per l'utente finale, e di indubbia utilità agli espositori Adwords, chi guadagna di più, sia in termini prettamente monetari che di brand, è sempre Google. Ovviamente la mia è solo una semplice opinione, ma non posso non pensare a questo; ho visto molti presunti "spam engine", realizzati alla "vecchia maniera" con semplici liste di link e descrizioni, ampliati poi con testi a tema, essere ai primi posti in diverse serp e non subire mai alcun tipo di penalizzazione.

Sono questi, secondo me, i casi in cui si assottiglia il confine tra SEO e SPAM: mi piace vedere le cose da un punto di vista strettamente legato all'utente; se l'utente è soddisfatto dalla "reindirizzazione" che effettua lo spam engine, soprattutto se gli propone contenuti contestuali alla sua ricerca, ben vengano, cosicche "diminuiscano (seppur di poco e sfruttando lo stesso motore di ricerca) il monopolio di Google nel circuito del pay per click", altrimenti non si sta facendo SEO ... ma SPAM!

Spero che questo mio post sia di qualche utilità per chi almeno si avvicina al nostro mondo, so di essere stato dispersivo, ma non sono un gran comunicatore. :)

 
At 9:32 AM, Anonymous from Seo to Seo said...

Sarebbe interessante sapere cosa ne pensate ad oggi, se ritenete che molte cose siano cambiate o meno...

 

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