Doorway, spieghiamoci il perché!
La mia ricerca mirata a individuare le ragioni dell’esistenza e della longevità delle doorway page continua implacabile!
Questa volta, però, la spiegazione che mi sono dato abbandona le logiche dei MDR per incontrare logiche aziendali: tutti gli investimenti pubblicitari dalla carta stampa agli spot televisivi al keyword advertising producono degli effetti immediati(attenzione parlo di effetti e non di riscontri, i quali possono avere tempi molto più lunghi o non averne affatto).
Un’azienda che decide di effettuare una campagna pubblicitaria off line ha subito un riscontro visivo del suo investimento: lo spot televisivo, come la pubblicità su carta è visibile nel momento in cui viene effettuato il pagamento al media che si occuperà di diffonderla. Lo stesso vale per le campagne pay per click: una volta attivato un account e deciso i bid e le parole sulle quali investire, si può vedere, in tempi brevissimi, pubblicati i propri annunci.
Per le attività seo “serie”(cioè tese ad aumentare il valore di un sito), invece, la situazione si complica: i tempi necessari per vedere il frutto dei propri investimenti sono decisamente più lunghi, ed in più molteplici fattori impediscono la possibilità di garantire il successo degli interventi effettuati.
Per venire incontro alle richieste dei clienti “meno informati”(abituati subito a valutare un “riscontro visivo” dei propri investimenti), le agenzie seo sono costrette ad affiancare, nel migliore dei casi, tecniche strutturate sul lungo periodo e tecniche che producono dei risultati più immediati: le doorway pages!
Certo, questo discorso fa acqua da tutti i lati, visto che il cliente dovrebbe avere una logica di lungo periodo e non avere come obiettivo solo quello di aumentare le visite al proprio sito, ma tendere al miglioramento anche di altri fattori molto più importanti come la qualità del traffico veicolato, i livelli di conversione e la stabilità dei risultati ottenuti.
Ma si sa che nella realtà, il più delle volte, non è così!
Dite la verità: vi hanno chiesto più volte quanto le vostre attività hanno migliorato la qualità di un sito, oppure quanti visitatori unici hanno procurato le vostre pagine?



2 Comments:
L'ignoranza dei clienti è il problema più diffuso, almeno secondo la mia modesta esperienza.
L'esempio ultimo è stato quello di un ciente con un sito di e-commerce di articoli per ufficio messo online da due settimane con contestuali ottimizzazioni che si è lamentato perchè non aveva ricevuto ancora ordini...
Sono sempre più convinto che il nostro ruolo sia prima di tutto quello di essere chiari ed onesti fin dall'inizio con i clienti, aiutandoli a capire senza fare false promesse...inutile dire che dalle offerte che vedo in giro ultimamente sono uno dei pochi a pensarla così..
Ciao Alessandro,
probabilmente hai ragione.
Ho ideato, creato e gestito per tre anni un sito di e-commerce internazionale, nel senso di direzionarsi ad un target esclusivamente anglofono.
Il mio sito era visitatissimo, prima pagina di google.com con pubblicità non tanto estesa, per cui per me, un'immensa soddisfazione.
Il problema erano gli ordini: pochi.
Ora dalla mia esperienza, credo sempre più che internet sia un mezzo di scambio e vendita di INFORMAZIONI a parte qualche area di nicchia.
Tutto ciò dipende anche da fattori culturali, vedi Svezia, Us la situazione è un po' diversa.
Comunque penso che il commercio non sarà la convergenza del web nei prossimi anni.
Dimmi tu che ne pensi,
Lara
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