Doorpage vs qualità
Leggendo i riassunti delle giornate del Ses di New York di Marco Loguercio, sono stato particolarmente colpito da un’affermazione di Bruce Clay:
Insomma per avere la meglio sui competitor bisogna batterli sul loro stesso terreno!
Al di fuori dell’eterna discussione doorway verso contenuti e fattori esterni, una cosa che mi ha dato molto da pensare è il contesto che caratterizza un settore.
Si è spesso parlato del differente comportamento di Google a seconda del settore, io stesso ho affermato che in settori poco competitivi e con pochi risultati i filtri applicati sono molto più permissivi.
Non mi ero mai fermato, però, al considerare che anche Google potesse essere “vittima” di un “contesto comunicazionale”.
Mi spiego meglio: se in un settore tutti i principali competitor utilizzassero le stesse tecniche illecite, Google potrebbe decidere di lasciar passare la cosa in modo da presentare comunque un ricco indice per quella determinata query.
Per dirla in termini matematici, potremmo immaginare una sorta di campana di Gauss: una volta stabilito uno standard di settore, decido un grado di tolleranza e di discrepanza dallo stesso, ed elimino tutti gli agenti che superano tali limiti.
In verità questa teoria viene messa pesantemente in discussione dal forte peso che Google, negli ultimi tempi, ha dato ai fattori esterni, lasciando intravedere una forte volontà tesa ad eliminare i siti spam e doorway pages a favore di siti dai contenuti validi.

Però una domanda nasce spontanea: cosa succederebbe se , dopo l’applicazione dei nuovi filtri, per determinati settori non venissero individuati un numero significativo di siti di qualità? :-)



6 Comments:
Non credo si debba necessariamente fare spam per gareggiare dignitosamente , anche in settori iaffollati di Doorways. Le pagine doorway in fin dei conti sono solo pagine di contenuti, anche se questi sono visti soltanto dal motore ed anche se le pagine contengono un redirect.
Quello che il motore indicizza è del contenuto.
E' possibile seguire un approccio alternativo, per esempio con la creazione di pagine gateway senza redirect, che ampliino e irrobustiscano la struttura del sito supportandone ed approfondendone i contenuti.
Sicuramente è una strada più faticosa, ma a lungo termine, secondo me, è vincente, perchè esente da rischi di penalizzazione oltre a consentire una più facile gestione della strategia di link-building.
Certo molte volte è anche una questione di budget e di necessità, però credo sia il momento sbagliato (e spero lo sarà sempre di più) per impostare campagne di posizionamento basate su pagine doorways.
Comunque anche io ho spesso verificato che le query su Google sembrano seguire algoritmi diversi, ma basterebbe Hilltop per spiegare questo comportamento (per ricerche competitive, dove esistono documenti esperti a sufficienza viene applicato, altrimenti no).
Non so se sia, o sia soltanto una questione di filtri antispam, nonostante le apparenze.
Ciao Beke, rispondo a te ed indirettamente anche all'intervento di Stuart sul forum di giorgiotave.
Per quanto riguarda le doorway, esse, come tu sostieni, non sono altro che delle pagine con dei contenuti mostrati solo ai MDR, però questi contenuti, il più delle volte, sono caratterizzati da un affollamento di termini utili e numerosi link a pagine che trattano argomenti simili. Nella realtà è difficile riprodurre dei contenuti che agli occhi dello spider, possano competere con il contenuto delle doorway senza intaccare la grafica dei siti e conservare, comunque, una logica user oriented.
Stuart dice: “Sarà sempre il mercato ad adattarsi a Google, mai il contrario.”
Su questo non sono proprio d’accordo: come si è potuto osservare, specialmente negli ultimi tempi, il famoso MDR è in grado di riconoscere molti dei trucchi più usati come il testo nascosto e i redirect in javascript, ciò nonostante molti dei siti che utilizzano tali tecniche sono ancora ben posizionati nelle serp.
Google, cioè, non ha proceduto alla eliminazione spietata di tutti i siti che fanno uso di “tecniche illecite”, ma ha creato una sorta di terrorismo psicologico, agendo su pochi siti molto in vista(vedi bmw), nel tentativo di impaurire i Seo, e spingerli “spontaneamente” all’eliminazione di dette tecniche.
Se solo volesse, Google, potrebbe rendere le sue serp molto più pulite, ma ciò porterebbe ad una drastica diminuzione del suo indice.
E’ vero con il peso dato ai fattori esterni si evince la volontà del noto motore di combattere lo spam, ma i cambiamenti dovuti ai nuovi algoritmi, non vengono imposti velocemente dall’alto, ma bensì mediante piccoli avvisi, in modo da lasciare il tempo alle agenzie di riavvicinare le proprie tecniche ai nuovi “standard” fissati.
Salvatore,
sono daccordo con te sul fatto che la competizione con le doorway sia difficile e probabilmente impossibile dal punto di vista del rapporto costo/prestazioni, tuttavia quando c'è il budget necessario per impostare una struttura adeguata e preparare dei buoni testi si possono ottenere risultati lusinghieri.
Per esempio mi sembra funzioni molto bene realizzare le pagine gateway come sezioni dinamiche e separate (news, articoli, approfondimenti, recensioni o altro) deeplinkate automaticamente nel sito con le opportune key.
Questo sistema permette sia di realizzare testi specifici e densi di riferimenti senza essere troppo legati al prodotto/servizio offerto dal sito che di potersi marginalmente svincolare dal layout delle altre pagine.
Con una buona progettazione del sistema non è un problema avere URL ottimizzati e dare ai giusti contenuti ed intestazioni la prominenza massima senza sacrificare niente o quasi dal punto di vista grafico.
Non sono invece convinto che Google applichi in modo specifico dei filtri antispam solo per ricerche dove ha abbastanza risultati da non rimanere "a corto", anche se l'apparenza è questa.
Penso piuttosto che questo sia un "effetto ottico" dovuto al fatto che in presenza di ricerche "popolari" il motore riesce ad estrarre dal grafo del web molte più informazioni e questo gli permette di premiare pagine che abbiano un'alta probabilità di essere esenti da spam relegando di conseguenza molte delle pagine che spammano nelle retrovie. Questo però non vuol dire che le elimina, infatti molte di queste pagine vengono comunque fuori per ricerche più facili.
E' più facile, alla luce del funzionamento di certi algoritmi abbastanza recenti, premiare chi non spamma piuttosto che penalizzare chi lo fa (es. Trustrank).
Ciao Beke,
sono d'accordo con te sullo sviluppo di doorway page in gateway page, ed anche sull'introduzione di importanti
fattori esterni che permettano di combattere lo spam.
Però tutti e due sappiamo che tecniche volte a produrre siti di qualità sono più lunghe e dispendiose, anche se alla lunga più
sicure e remunerative.
Però è anche vero che le aziende hanno voglia di primeggiare subito sui loro competitor e questo da vita ad una
estenuante ricerca per individuare la tecnica "veloce ma sicura". Il mercato allo stato attuale è caratterizzato da due grandi forze:
Google che cerca di combattere lo spam e le aziende che promuovono l'adozione di tecniche "illecite" per avere subito dei risultati.
Purtroppo chi fa il nostro lavoro si trova proprio nel bel mezzo di questo vortice di forze! :-(
Ciao
Salvatore
mi pare che una la situazione da te paventata stia realmete accadendo per i siti adult
Io la vedo dura in quanto una doorway porta benefici e se ne possono creare infinite. Google pero' non potra' mai sapere se le doorway sono fatte dal proprietario del sito e meno e quindi non puo' penalizzare direttamente il sito, perche' se così non fosse, allora nascerebbero doorway per penalizzare i concorrenti.
Cambiare l'algoritmo la vedo una cosa proibitiva. La possibile evoluzione della'algoritmo? Ingenti risorse in value rank umani?
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