Più domini ma un solo contenuto
Spesso le aziende, giustamente, acquistano più domini, nelle varie estensioni, riportanti il nome del proprio brand o del prodotto che intendono lanciare.
Capita così che siti dal nome simile come "TroisiMinollo.it" e "Troisi-Minollo.it", "TroisiMinollo.com", ecc. facciano capo allo stesso proprietario ed erroneamente riportino gli stessi contenuti.
Più volte mi è capitato di spiegare ai clienti i rischi e le penalizzazioni che derivano da questa situazione, oggi dopo l’ennesima mail sull’argomento, mi sono reso conto che questo tema non è ancora molto conosciuto.
In questo post cercherò di evidenziare, in modo più breve possibile (anche se la sintesi non è il mio forte) quali sono i rischi di avere dei siti clone e come possiamo evitare eventuali penalizzazioni:
Rendere accessibili gli stessi contenuti attraverso più indirizzi web espone i diversi domini a due grandi svantaggi per i motori di ricerca:
- Possibile penalizzazione mediante il filtro antiduplicazione
- Dispersione del pagerank e della link popularity
1. Penalizzazione mediante il filtro antiduplicazione
Al fine di preservare una buona qualità delle SERP (Search engine result pages) e di evitare risultati ridondanti, i motori di ricerca escludono dai loro listing
le pagine e /o siti che riportano contenuto non originale (ossia contenuto già presente in altri siti).
L'algoritmo che si occupa di individuare e penalizzare i testi duplicati è meglio conosciuto con il nome di "filtro antiduplicazione".
Il funzionamento del suddetto filtro può essere riassunto nei seguenti step:
- Individuazione di file riportanti contenuto duplicato
- Individuazione del dominio considerato fonte primaria dell'informazione
(la selezione viene eseguita mediante vari indici:pagerank, link popularity, frequenza di aggiornamento, ecc.) - Esclusione dal listing dei risultati dei "siti cloni".
2. Dispersione del pagerank e della link popularity
Il PageRank è un indice di qualità rappresentato da un valore numero compreso in un range da 0 a 10 assegnato da Google ad ogni singola pagina web.
Il suo valore deriva da un rapporto matematico tra link in entrata e link in uscita.
- I link in entrata sono il numero di link che una pagina riceve
- I link in uscita rappresentano il numero di link che una pagina contiene verso altri siti
Come correre ai ripari
Al fine di conservare i nomi dei domini attuali ed evitare le suddette penalizzazioni è necessario:
- Scegliere il dominio che si desidera avere come dominio principale
- Redirezionare tutti gli altri domini, mediante un redirect 301 (o 302 se si ha intenzione in futuro di utilizzare i domini secondari inserendo però contenuti diversi), sul "dominio fonte"
N.B. La redirezione non deve interessare solo la home page e non deve redirigere tutte le pagine di un dominio sulla home di un altro, ma deve essere implementata in modo tale che ciascuna pagina rediriga sulla corrispondente pagina del dominio principale.
Es: volendo scegliere sito.it come dominio principale, la URL
www.sito.com/pippo.html
dovrà redirigere a
www.sito.it/pippo.html



9 Comments:
si potrebbe anche bloccare tramite robots.txt l'accesso agli spider ai domini 'satellite' ...
Però così non eviteresti una eventuale dispersione di link popularity :-)
hai ragione... ci ho pensato questa mattina... :)
Non sai quanto mi sarà utile questo tuo post...
;-)
Ciao Gaia,
sono contento che il post ti sarà utile:
ma parliamone meglio, c'è la possibilità che tu mi offra una cena?? :-)
Ciao
Salvatore
Hehehe,
se riesco a passare per l'ufficio a salutarvi ti offro un caffè :-)
Ciao Salvatore,
ottima analisi, per quanto riguarda la duplicazione di contenuti aggiungerei che un dominio "penalizzato" per duplicazione è sempre recuperabile e arriva tranquillamente ottenere ottimi posizionamenti in *brevissimo* tempo (quasi non fosse mai successo nulla) quando le premesse sono buone (buoni link in ingresso e anzianità), questo ovviamente se i contenuti vengono rimaneggiati.
Ciao Fabio,
grazie per i complimenti e per darmi la possibilità di sottolineare ancora questa cosa: il filtro
antiduplicazione non provoca assolutamente ban ma solo l'esclusione dalle serp per quelle keyword che vedono presenti il "sito fonte" nel listing dei risultati, quindi una volta rimossi i fattori che sono causa della penalizzazione(in questo caso i contenuti duplicati), il sito recupera la sua normale posizione.
P.S. naturalmente qualche buon link, come dici tu, non fa mai male :-)
Infatti forse non bisognerebbe neppure definirla "penalizzazione" (anche se usiamo tutti questo termine) l'impressione è che Google non punisca un comportamento ma che semplicemente escluda un risultato ritenuto ridondante
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